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Romain Bardet ha vinto la prima tappa del Tour de France 2024, la Firenze-Rimini di 206 km e ha conquistato la prima maglia gialla. Il francese della DSM ha preceduto sul traguardo il compagno di squadra Frank Van Den Broek e Wout Van Aert del Team Visma | Lease a Bike. Bardet ha costruito la sua vittoria con un’azione iniziata sulla salita di San Leo. Da lì una cavalcata fino all’arrivo. Vano il tentativo del gruppo di rientrare. Il Tour, oggi, ha affrontato diverse salite a cominciare dai Tre Faggi, le Forche tra San Zeno e Galeata, il passo del Carnaio imboccato da Santa Sofia, il Bardotto, San Leo e San Marino.
Sarà Jonas Vingegaard a provare a scacciare i sogni di doppietta di Pogacar. Il corridore danese è però reduce dalla terribile caduta al Giro dei Paesi Baschi a causa della quale ha riportato uno pneumotorace e diverse fratture alle costole e alla clavicola: non corre da allora, la sua condizione è il vero punto interrogativo di questa edizione della ‘Grande Boucle’. Potrebbero insediare lo sloveno anche il connazionale Primoz Roglic, capitano di una Red Bull-Bora molto competitiva, e Remco Evenepoel, che affronta per la prima volta il Tour e parte più a fari spenti visto lo stato di forma mostrato al Giro del Delfinato. Nonostante la partenza ‘in casa’ la truppa di italiani (sono appena otto) al via è esigua: le speranze di ottenere almeno una vittoria di tappa sono riposte in Giulio Ciccone, che proverà a difendere la Maglia a Pois conquistata lo scorso anno, Alberto Bettiol – neo campione italiano – e Davide Formolo.
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Alle ore 10 di Sabato 25 Novembre, una squadra del Distaccamento Vigili del Fuoco Volontari di Civitella di Romagna, è intervenuta nella SP4 del Bidente nel comune di Santa Sofia, non distante dall’azienda Del Campo, per incidente stradale.
La squadra ho operato per mettere in sicurezza una vettura ribaltatasi su un fianco e che occupava parte della carreggiata. L’occupante è stato portato in ospedale dal personale sanitario, non sarebbe grave, sul posto Carabinieri.
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Una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 ha colpito questa mattina, alle 5.10, il comune di Marradi, in provincia di Firenze. Lo riferisce l’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il sisma è stato avvertito in tutta la Toscana e nelle regioni limitrofe, compresa l’Emilia-Romagna e le Marche.
“Sono in corso le verifiche su eventuali danni da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile – si legge in una nota del Dipartimento della Protezione Civile – L’evento sismico, con epicentro localizzato nel Comune di Marradi (FI), risulta avvertito dalla popolazione”.
“Stiamo verificando eventuali danni causati dalla forte scossa di terremoto avvertita in molte zone della Toscana. Al momento non risultato situazioni di particolare criticità. Continueranno i controlli agli edifici e strutture”. Lo scrive in un post su Facebook il governatore della Regione Toscana Eugenio Giani.
“Non risultano danni importanti, c’è stata molta paura, con la gente in strada. Le verifiche continueranno per tutta la giornata, ma non ci risultano persone ferite né danni particolari”. Lo ha detto a Sky Tg24 il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio.
“A seguito delle scosse di terremoto registrate nelle ultime ore, si comunica che, oggi, lunedì 18 settembre, le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse in via precauzionale. Al momento non si registrano danni significativi”. È l’annuncio che fa sulla sua pagina Facebook il Comune di Marradi (Firenze)
“A seguito delle scosse di terremoto che si sono verificate questa notte, e visto lo sciame sismico in atto, precauzionalmente tutte le scuole di ogni ordine e grado nel comune di Borgo San Lorenzo (dal nido alle superiori) resteranno chiuse“. Lo annuncia su Facebook Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo (Firenze), il più grande comune del Mugello.
“Comunichiamo che a seguito del terremoto avvenuto durante la notte con epicentro nella zona di Marradi, e del perdurare dello sciame sismico, è stata disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado nel comune di Firenzuola in via precauzionale per la giornata di oggi”. Lo annuncia su Facebook il sindaco di Firenzuola (Firenze), Giampaolo Buti.
“Scosse di terremoto di magnitudo 4,8 stamattina intorno alle 5.00 a Marradi in provincia di Firenze. Al momento nessun danno a cose e persone. Protezione civile città metro e vigili del fuoco sul posto. Siamo in contatto con il sindaco. Si raccomanda cautela alla popolazione per le prossime ore”. Così su Facebook Dario Nardella, sindaco della Città metropolitana di Firenze.
A causa della scossa di terremoto, sono stati deviati i treni alta velocità tra Bologna e Firenze. La circolazione, come si legge sul sito di Trenitalia, è tornata, invece, regolare a Faenza. I treni alta velocità possono essere instradati sul percorso alternativo via Prato con un maggior tempo di percorrenza fino a 60 minuti. I treni regionali possono subire cancellazioni e limitazioni di percorso. Attivo il servizio sostitutivo con bus tra Borgo San Lorenzo e Firenze.
La zona interessata dal terremoto, nella provincia di Firenze, “è caratterizzata da alta pericolosità sismica, come testimoniato dalla mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale e dai forti terremoti avvenuti in passato”. È quanto fa sapere l’Ingv, Istituto nzionale di geofisica e vulcanologia. Il terremoto che all’alba è stato registrato nella provincia di Firenze ha avuto una profondità di 8,4 chilometri. L’Ingv ha fatto sapere che “l’epicentro del terremoto è stato individuato a circa 3 km a sud ovest del Comune di Marradi, circa 42 Km circa a nord di Firenze. Tra le città con più di 50000 abitanti vicine all’epicentro Imola, in provincia di Bologna, e Faenza, nel Ravennate”.
Nella stessa area del Mugello, colpita all’alba dal terremoto, alle 4.38, circa 30 minuti prima del terremoto, la rete sismica ha registrato un terremoto di magnitudo 3.3 mentre succesivamente sono stati localizzati altri 25 eventi (alle ore 6:15) di magnitudo compresa tra 2.8 e 1.1, fa sapere ancora l’Ingv. L’evento sismico è stato risentito in tutta l’area dell’Appennino tosco-emiliano, in Romagna, nella provincia di Firenze e in tutta la parte settentrionale della Toscana. Risulta essere avvertito in un’area compresa tra Perugia e Trento.
“Sono in corso le verifiche tecniche su edifici sensibili, per permettere le verifiche agli istituti scolastici, scuole di ogni ordine e grado chiuse oggi nei comuni di Marradi, Palazzuolo sul Senio, Firenzuola, Borgo San Lorenzo Dalle verifiche effettuate, al momento, non risultano danni importanti”. Lo comunica la Protezione civile della Città metropolitana di Firenze.
“La gente è scesa in strada, dopo la scossa che è stata avvertita molto forte anche se siamo ‘lontanucci’ dall’epicentro. C’è stata tanta paura”. Lo dice a LaPresse Giampaolo Buti, sindaco di Firenzuola, in provincia di Firenze, poco distante da Marradi, epicentro del terremoto. “Le scuole sono tutte chiuse in via precauzionale, per un accorso con i sindaci dei Comuni circostanti – afferma – Ma al momento non risultano danni agli edifici. Sono in ogni caso in corso le verifiche”.
“Terremoto di magnitudo 4.9 in Toscana, a Marradi, nel Mugello, poco dopo le 5 di questa mattina, avvertito anche in Emilia-Romagna, in particolare nell’Appennino in provincia di Forlì-Cesena e di Ravenna. Con la vicepresidente Irene Priolo siamo in contatto coi sindaci. Proseguono le verifiche, subito iniziate, attraverso la Protezione civile e le strutture territoriali, nella speranza che continuino a non registrarsi danni significativi a persone e beni”. Lo ha scritto, sul suo profilo Facebook, Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, a seguito della scossa di terremoto che nelle ultime ore ha interessato la Toscana e che si è avvertita anche in parte della Romagna.
Sono due i forti terremoti del passato più vicini all’area della sequenza sismica di queste ore, entrambi con epicentro nella zona del Mugello, regione storica nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, circa 25 km a nord di Firenze: l’evento del 13 giugno 1542di magnitudo stimata 6.0 e l’evento sismico del 29 giugno 1919 di magnitudo 6.4. L’epicentro di oggi, comunica l’Ingv, Istituto italiano di geofisica e vulcanologia, risulta essere relativamente vicino anche ai terremoti dell’Appennino tosco-romagnolo in particolare al terremoto del 22 marzo 1661 di magnitudo 6.5 e del 29 ottobre 1725 magnitudo 5.67 per i quali vengono stimati valori di intensità macrosismica a Marradi pari all’ottavo grado della scala Mercalli.
La sequenza del sisma del 1919 iniziò nelle prime ore del 29 giugno con alcune piccole scosse avvertite nella notte; attorno alle 10.15 della mattina (ora locale) ci fu una forte scossa che causò alcuni danni a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, e in alcune piccole frazioni vicine, e che allarmò notevolmente la popolazione, la quale si riversò all’aperto. Seguirono altre scosse più leggere nelle ore successive. L’evento principale avvenne nel pomeriggio, alle 17.06. Danni molto gravi e diffusi si ebbero nei comuni di Borgo San Lorenzo e di Dicomano. Nella prima località moltissime case subirono lesioni gravissime e divennero inagibili. Fu rilevato che in generale gli edifici all’esterno sembravano apparentemente poco danneggiati, ma all’interno erano gravemente lesionati o completamente crollati. A seconda delle fonti, tra il 50% e il 75 % dell’edificato di Borgo San Lorenzo divenne inabitabile. Gli effetti nel capoluogo del Mugello sono stati stimati tra i gradi 8 e 9 della scala Mercalli. Gravi danni interessarono anche decine di località situate sul versante romagnolo dell’Appennino, nell’area denominata all’epoca “Romagna Toscana”, che oggi rientra nelle attuali provincie di Firenze e di Forlì. Qui l’impatto dell’evento fu notevolmente aggravato dal fatto che appena 7 mesi prima, il 10 novembre 1918, un forte terremoto aveva colpito il territorio dell’Appennino forlivese, con effetti distruttivi in diversi centri delle alte valli del Savio e del Bidente. La scossa del 29 giugno 1919 causò nuovi danni diffusi e crolli in centri come Santa Sofia, Bagno di Romagna, Galeata, Civitella di Romagna (Forlì Cesena), dove la ricostruzione era appena iniziata e il patrimonio edilizio risultava ancora indebolito, con una vulnerabilità peggiorata proprio a seguito del terremoto precedente. Fu colpita anche la provincia di Arezzo, soprattutto il territorio del Casentino, dove ci furono danni diffusi a Pratovecchio, Poppi, Stia e a Bibbiena. Anche qui l’impatto fu aggravato dai danni preesistenti che erano stati causati dal terremoto del novembre 1918. Danni furono registrati infine nel Valdarno superiore, in particolare a Loro Ciuffenna, Terranova Bracciolini, San Giovanni Valdarno (tutti in provincia di Arezzo) e a Figline Valdarno (Fi).
Il Comune di Ravenna, con una nota, ha fatto sapere che la scossa di terremoto delle 5.10 è stata avvertita anche nel territorio della città romagnola. Al momento, secondo quanto riferito, non sono stati segnalati danni a persone o a cose, ma a livello cautelativo e precauzionale sono state eseguite delle verifiche all’interno degli istituti scolastici che, per il momento, rimangono aperti. La scossa si è avvertita molto forte in tutta la Romagna. https://www.lapresse.it/cronaca/2023/09/18/firenze-terremoto-di-magnitudo-4-8-in-provincia/
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Il 23 settembre allo Stadio Tullio Morgagni di Forlì si svolgerà il primo Memorial Dino AMADORI organizzato dalla Associazione Dino Amadori Ets in collaborazione con il Forlì Calcio.
La nostra Associazione ha accolto con entusiasmo la proposta del Forlì Calcio per ricordare insieme a tutta la Romagna del Calcio Giovanile il Prof. Dino Amadori, per il Primo Memorial, proprio nella nostra città.
Il Consiglio Direttivo della Associazione Dino Amadori, su proposta del Presidente Avvocato Giovanni Amadori ha dunque deliberato all’unanimità lo svolgimento del Primo Memorial in collaborazione con il Forlì Calcio – Settore Giovanile.
Parteciperanno 12 squadre di tutta la Romagna: il Forlì Calcio, il Cesena, la Virtus Cesena, il Santa Sofia, il Bakia Cesenatico, la Sammartinese, il Meldola, il Cava Ronco, il Castrocaro, la Sampierana, l’ Edelweiss e il Forlimpopoli per un torneo Under-11 che si svolgerà nell’intera giornata di sabato 23 settembre dalle ore 9,00.
L’evento sportivo in Memoria del prof. Dino Amadori si propone di sensibilizzare anche tra i giovanissimi su quanto il Prof. Amadori ci ha lasciato e, per l’evidente interesse sociale, godrà del patrocinio di AVIS Comunale Forlì (da sempre partner della Associazione Dino Amadori) e dei Comuni di Forlì, Cesenatico, Meldola, Castrocaro e Bagno di Romagna.
Con il primo Memorial Dino AMADORI proseguono dunque le iniziative della Associazione che porta il nome del Prof. Dino Amadori: nata per sensibilizzare sui valori che hanno tracciato tutta la vita del Prof. dedicata alla ricerca scientifica sempre anteponendo il bene del paziente a qualsivoglia approccio medico scientifico e facendo del volontariato linfa vitale di ogni traguardo da lui raggiunto. Vada il mio ringraziamento a tutto lo Staff del Forlì Calcio per la preziosa e fondamentale collaborazione nell’organizzazione in Sinergia con la nostra Associazione e, in particolare per ospitare il Primo Memorial proprio nello Stadio di Calcio della nostra Forlì. Un ringraziamento particolare all’amico Cristian Gimelli per avere collaborato nel progetto. Vi aspettiamo tutti sabato 23 settembre dalle ore 9, allo Stadio Tullio Morgagni.
Associazione Dino Amadori Ets.
L'articolo Anche il calcio forlivese ricorderà il Prof Dino AMADORI proviene da RomagnaUno.
Alle ore 14.50 del 13 Agosto 2023, la squadra del presidio Rurale dei Vigili del Fuoco di Santa Sofia, la squadra boschiva, due squadre della sede Centrale di Forlì, sono intervenute nel comune di Civitella di Romagna frazione Cusercoli per un incendio di bosco.
Le squadre sul posto provvedevano allo spegnimento via terra dell’area interessata dall’incendio.

Per evitarne la propagazione e lo spegnimento in alcune zone impervie, è stato reso necessario l’intervento dell’elicottero del reparto volo dei Vigili del Fuoco di Bologna.
Per coordinare le operazioni di spegnimento è stata inviata la squadra VF Dos (Direttore Operazioni Spegnimento) dedicata alla zona Romagna.
L’incendio ha interessato una superficie di circa 4000 mq. Le cause sono al vaglio.
L'articolo Cusercoli, incendio di 4mila metri quadrati di bosco proviene da RomagnaUno.
IN AGGIORNAMENTO –
Sale a 14 il numero delle vittime dell’alluvione in Emilia-Romagna. Stamattina (19 maggio) è stato trovato nel giardino della sua casa a Faenza, in provincia di Ravenna, il corpo di un uomo di 84 anni. Lo conferma la polizia. Sono 5 i morti accertati nel Ravennate, come confermato dalla Prefettura. A questi si aggiungono le vittime comunicate dalla Regione Emilia Romagna: inizialmente 9, scese poi a 8. Una persona che in un primo tempo era entrata nel conto delle vittime in quanto si pensava fosse rimasta intrappolata in un’auto, infatti, è stata invece ritrovata al sicuro.
In Emilia Romagna si sono registrati 58 allagamenti in 43 comuni, mentre le frane sono state circa 290 e sono 544 le strade chiuse. Sono i numeri forniti dalla regione Emilia Romagna. Per quanto riguarda gli allagamenti hanno riguardato “15 comuni nel bolognese: Bologna, Budrio, Molinella, Medicina, Castel San Pietro, Imola, Mordano, Castel Guelfo, Castel del Rio, Fontanelice, Castenaso, Ozzano dell’Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena, Sala bolognese. 14 nel ravennate: Brisighella, Conselice, Lugo, Massalombarda, Sant’Agata sul Santerno, Cotignola, Solarolo, Faenza, Castel Bolognese, Riolo Terme, Bagnacavallo, Russi, Cervia e Ravenna.12 nel forlivese-cesenate: Forlì, Cesena, Cervia, Cesenatico, Gatteo Mare, Gambettola, Savignano sul Rubicone, Mercato Saraceno, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Gambettola, Meldola, Bertinoro.2 nel riminese: Riccione e Santarcangelo di Romagna”.
Per quanto riguarda le frane sono “104 in provincia di Forlì Cesena: 71 a Modigliana, 6 a Dovadola e 5 rispettivamente a Predappio e Roncofreddo. E ancora: Casola Valsenio, Cesena, Meldola, Tredozio, Mercato Saraceno, Santa Sofia, Civitella di Romagna, Galeata, Bertinoro, Meldola, Portico e San Benedetto, Premilcuore e Rocca San Casciano 90 in provincia di Ravenna: 75 a Casola Valsenio e 15 a Brisighella 45 in provincia di Bologna: tra i comuni più colpiti, Fontanelice, Loiano e Casalfiumanese (6 frane ognuno), e Monte San Pietro con 5 frane. Poi Monzuno, Imola, Borgo Tossignano, Castel del Rio, Monterenzio, Monghidoro, Castel San Pietro Terme, Monte San Pietro, Pianoro, Sasso Marconi, una frana anche a Bologna Circa 25 in provincia di Modena: Montecreto, Polinago, Rignano sulla Secchia, Marano sul Panaro, Pievepelago, Serramazzoni, Maranello, Sassuolo, Zocca, Pavullo nel Frignano, Fiorano modenese, Guiglia, Lama Mocogno, Montese.Quattordici in provincia di Reggio Emilia: Canossa, Baiso, Carpineti, Toano, Villa Minozzo, Ventasso, 13 in Provincia di Rimini: il più colpito Montescudo, con 6 frane, poi Casteldelci, Sant’Agata Feltria, Novafeltria e San Leo”. La regione fa sapere che “risultano al momento totalmente chiuse 544 strade tra comunali e provinciali, di cui 224 chiuse parzialmente. Complessivamente 255 a Bologna, 128 in provincia di Forlì-Cesena, 127 nella provincia di Ravenna e 34 nel riminese”.
In Emilia Romagna “è confermata anche per domani l’allerta rossa per criticità idraulica su: bassa collina, pianura e costa romagnola; pianura bolognese; per criticità idrogeologica su alta collina romagnola e collina bolognese. Allerta arancione per criticità idraulica su: alta collina e montagna romagnole, collina bolognese e pianura modenese; per criticità idrogeologica su: montagna, bassa collina, costa e pianura romagnola; montagna bolognese ed emiliana centrale; collina emiliana centrale”. È quanto comunica la Regione in una nota.
Il Consiglio dei ministri, convocato per le ore 11 di martedì 23 maggio, sarà dedicato in larga parte ai primi urgenti provvedimenti relativi alla grave alluvione che ha colpito le popolazioni dell’Emilia-Romagna, e di alcune zone delle Marche e della Toscana. Oltre alla rimodulazione dell’ordinanza di Protezione civile, che aveva già dichiarato nei giorni scorsi lo stato di emergenza, con l’estensione del perimetro della relativa area, all’ordine del giorno – informa una nota di palazzo Chigi – ci sarà un decreto-legge con i primi stanziamenti e con la sospensione o proroga dei termini fiscali, contributivi, giudiziari e di altro tipo. Al termine del Cdm il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i ministri aventi a vario titolo competenza per l’emergenza, incontrerà il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che sarà accompagnato da rappresenti delle parti sociali del territorio.
“Stiamo parlando di oltre 6 miliardi di danni e non abbiamo ancora finito di contarli, in una delle regioni più produttuve d’Europa. Se si ferma l’Emilia Romagna si ferma l’Italia”. Lo ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, a Radio Immagina, la web radio del Partito democratico, parlando dei danni del maltempo. “In vista del Consiglio dei ministri di martedì – ha spiegato – chiedo risorse come non si sono mai viste prima, perché sono risorse che servono all’Italia. E chiedo che i tempi siano brevi”.
“Si informa che il Comune di Ravenna dispone l’evacuazione totale e immediata di Piangipane, Santerno e case sparse. Si ricorda che è obbligatorio lasciare l’abitazione, fino a cessata esigenza. Passare parola”. È quanto scrive su Facebook Michele de Pascale, sindaco di Ravenna. “Per chi non dispone di luoghi dove ripararsi, è stato istituito come punto di accoglienza, presidiato da apposito personale e attrezzato per offrire vitto e alloggio: al museo Classis di Classe, in via Classense 29”.
Il cielo dell’Emilia Romagna intanto non concede tregua, e mentre la pioggia continua a trasformare le strade in fiumi e i corsi d’acqua in torrenti impazziti, i contorni dell’ultima tragedia legata al clima sono disegnati dalle parole del presidente della Regione, Stefano Bonaccini. “Abbiamo 280 frane attive in oltre 60 comuni, abbiamo più di 400 strade che sono distrutte o interrotte – dice il governatore emiliano ad Agorà -. Abbiamo più di 10mila sfollati in questo momento. Nessuno sarà lasciato solo come abbiamo fatto per il terremoto”.
La corsa contro il tempo in questo momento è volta a soccorrere chi è rimasto senza un tetto sopra la testa. Per farlo occorrono poteri speciali da affidare ad un commissario, quello che chiede Bonaccini all’esecutivo. “Al governo abbiamo detto che avremo bisogno di tante risorse e di norme speditive – spiega -. Di un commissario straordinario, di adempimenti per le imprese, le lavoratrici e i lavoratori”. Tra campi allagati, strade interrotte, case e frane venute giù, è ancora presto per fare una stima precisa dei danni, ma certamente questi saranno superiori a quel miliardo di euro che già due settimane fa, all’indomani della prima ondata di maltempo, la Regione Emilia Romagna aveva fatto.
“Massima attenzione del Vicepremier e Ministro Matteo Salvini per l’emergenza in Emilia-Romagna. Il primo aggiornamento di questa mattina, a proposito di trasporti ferroviari, rassicura a proposito della linea alta velocità che è ripresa pur con qualche rallentamento. In generale, Bologna e Faenza sono di nuovo collegate dai treni mentre è difficile fare previsioni su altre linee ferroviarie chiuse. L’obiettivo è tornare progressivamente alla normalità, nella consapevolezza che la tratta Bologna-Rimini è particolarmente problematica”. Così una nota del Mit.
È stata riaperta la A14 nel tratto Forlì-Cesena alle ore 06,30 ed è percorribile grazie ad uno scambio di carreggiata con una corsia per senso di marcia. È quanto si legge nell’aggiornamento sulla viabilità della polizia che invita a consultare il sito di Austostrade per l’Italia per tenersi in aggiornamento. Alle 8.30 circa si registravano 5 km di coda in direzione sud e 1 km direzione nord nei punti di restringimento delle due carreggiate.
Persiste la necessità di non raggiungere le provincie di Forlì- Cesena e Ravenna dove la viabilità secondaria è ancora interessata dalla presenza di fango e di acqua e per lasciare libera la circolazione ai veicoli destinati al soccorso e al ripristino. Prosegue al link: https://www.lapresse.it/cronaca/2023/05/19/maltempo-in-emilia-romagna-si-aggrava-bilancio/
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Questa mattina, 7 dicembre 2022 , durante una battuta di caccia, un membro della squadra è scivolato riportando un trauma all’arto inferiore.
Il gruppo si trovava in zona boschiva presso passo della Braccina in località Corniolo (comune di Santa Sofia provincia di Forlì Cesena) quando, durante l’escursione, uno dei presenti è scivolato riportando una probabile frattura alla caviglia.
L’uomo, di 43 anni e residente a Cesenatico, è stato supportato dagli amici che hanno allertato i soccorsi. Sono le 11 di questa mattina quando il Soccorso Alpino della stazione Monte Falco viene attivato per intervenire nel recupero dell’infortunato. La squadra è riuscita a raggiungere il cacciatore e a caricarlo sul mezzo fuoristrada per portarlo all’ambulanza di Santa Sofia, che lo ha preso in carico per gli accertamenti del caso.
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Le squadre riuscivano a raggiungere la persona, insieme al Soccorso Alpino, tramite le cooridante GPS fornite alla sala operativa Vigili del Fuoco ed effettuavano il recupero del ferito con manovre di derivazione speleo-alpina, immobilizzandolo in apposita barella a seguito di diversi traumi.
Una volta portata in zona sicura e valutate le condizione da parte del personale medico, il ferito veniva verricellato sull’elicottero dei Vigili del Fuoco insieme al medico del 118 e trasportato alla piazzola di atterraggio di Capaccio (Santa Sofia) per affidarlo al personale di Romagna Soccorso.
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E’ tornato in carcere, su decisione dell’ufficio di sorveglianza del tribunale di Padova, Marino Occhipinti, 57 anni, ex componente della banda della Uno Bianca. Condannato all’ergastolo per l’omicidio della guardia giurata Carlo Beccari (nel 1988), e dal 2018 in semi libertà, l’uomo è accusato di aver picchiato la propria compagna. Marino Occhipinti è di Spinello frazione di Santa Sofia in provincia di Forlì-Cesena.
E’ stato così indagato per maltrattamenti, già nel marzo scorso. Il giudice ha ora deciso la revoca della misura alternativa alla detenzione, facendo rientrare Occhipinti nel carcere Due Palazzi, dov’era rinchiuso dal 2000 – la sua detenzione era iniziata nel 1994 – Al Due Palazzi l’uomo lavora per la cooperativa Giotto, interna al penitenziario. Questa attività gli aveva permesso di accedere a misure alternative, per lo più fuori dal carcere. La relazione con la compagna che l’ha denunciato per maltrattamenti era iniziata nel 2011.
L'articolo Uno Bianca: botte alla compagna, Marino Occhipinti torna in carcere proviene da RomagnaUno.
Un uomo di 52 anni, Andrea Moneti, elettricista 52enne originario di Arezzo, ma residente nel Comune di Poppi (Arezzo), è morto nel pomeriggio di ieri dopo essere caduto in una scarpata durante un’escursione in mountain bike nei pressi del Passo della Calla, nel Comune di Santa Sofia (Forlì). L’uomo stava facendo un’escursione con amici quando ha perso il controllo della bici.
Gli amici hanno dato l’allarme e sono intervenuti il 118 e i tecnici del Soccorso alpino della stazione ‘Monte Falco’, oltre ai carabinieri forestali di Campigna. Il ferito è stato caricato su una portantina e poi trasportato verso un’ambulanza e poi sull’elicottero verso l’ospedale di Ravenna, ma per lui non c’è stato nulla da fare viste le condizioni gravissime.
L’elettricista 52enne lascia la moglie e due figli. Il sentiero che collega il passo della Calla alla strada delle Cullacce è considerato da tutti pericoloso e infatti non è nuovo a tristi episodi che vedono coinvolti gli escursionisti.
L'articolo Campigna. Con la bici in un burrone, 52enne muore davanti agli amici proviene da RomagnaUno.
L'articolo Passo La Calla. Ragazza in escursione a cavallo cade e resta schiacciata dall’animale proviene da RomagnaUno.
Nella mattinata di lunedì 20 giungo il 118 e il Soccorso Alpino stazione Monte Falco sono stati attivati per un intervento di soccorso in località Campigna (Santa Sofia, FC).
L’allarme è stato lanciato da un gruppo di ciclisti per un brutto incidente avvenuto ad un compagno durante la discesa del percorso sul sentiero.
Il gruppo, che stava svolgendo un’escursione sul sentiero CAI 289, ha chiamato subito il 118 a seguito di una rovinosa caduta del compagno. L’uomo di 69 anni e residente a Ravenna sarebbe caduto probabilmente a seguito della perdita di controllo della MTB ed ha sbattuto contro un albero cadendo e procurandosi un probabile frattura alla gamba.
Si sono subito mobilitate le squadre del 118, Soccorso Alpino e Carabinieri Forestali per prestare soccorso all’uomo che è stato immobilizzato dal personale del 118 e trasportato all’ambulanza dai tecnici del Soccorso Alpino con una lunga calata portantina.
L'articolo Incidente per un biker su un sentiero di Campigna, recuperato dal Soccorso Alpino proviene da RomagnaUno.
Venerdì 17 giugno presso la splendida location della Panighina l’Associazione Dino Amadori è stata presentata a centinaia di amici, confermando l’affetto di tutti coloro che lo hanno conosciuto e che lo ricordano: un ricordo eterno quello per il Prof. Dino Amadori, mio padre, per una vita dedicata alla ricerca contro “quel brutto male” il cancro: un forte sostegno da parte della sua seconda famiglia, quella dei propri amici, pazienti e volontari.
L’Old Station Big Band e la voce emozionante della amica Mezzo Soprano Daniela Vallicelli, con la collaborazione della promoter di eventi benefici, Maddalena Tramonti hanno reso la serata speciale.
La partecipazione delle istituzioni dei comuni di Forlì, Meldola, Bertinoro, Predappio, Santa Sofia e della Pro Loco di Corniolo e Campigna, nella persona dei Sindaci ed Assessori e consiglieri comunali, oltre alla presenza della Senatrice Anna Maria Bernini – un’amica di sempre e presente sostenitrice della Associazione Dino Amadori – e dei volontari di Loto Onlus (per la ricerca contro i tumori ginecologici), con la presenza dell’Onorevole Jacopo Morrone oltre che il messaggio dell’Onorevole Marco Di Maio (assente per un viaggio all’estero) e del Consigliere Regionale Massimo Bulbi che ci hanno confermato il proprio appoggio, rappresentano uno stimolo e la conferma che il messaggio di mio padre è sempre vivo in tutta la comunità e va perpetuato.
Nella serata di venerdì abbiamo ricordato la storia di un uomo umile di un uomo che è sempre rimasto legato alla propria terra di Romagna: un romagnolo e un montanaro d’hoc che non amava parlare dei propri successi e traguardi ma sempre degli obiettivi nuovi che puntualmente si riproponeva e raggiungeva senza soluzione di continuità
Anima della associazione sarà il messaggio empatico che nostro padre ci ha trasmesso e sempre insegnato.
La presentazione della Associazione si è incentrata nella lettura di un messaggio denso di forti sentimenti giuntomi dal Prof. Muller Fabbri, allievo e figlio professionale di mio padre.
Tale testimonianza ha rappresentato un importante spunto e motivo di riflessione su un’ulteriore obiettivo che ci ha lasciato nostro padre, ancora una volta visionario e lungimirante: formare menti illuminate come quella dell’amico Muller, in Italia e all’estero, per poi farle ritornare nel nostro paese riconoscendo loro il dovuto merito e ruolo nella sanità italiana, mio padre lo avrebbe voluto nel Suo Istituto di Meldola: ma non è avvenuto, quando piuttosto a Muller Fabbri fu “…intervistato dal Children’s National Hospital di Washington, DC, dove mi fu offerta la posizione da Associate Director del Center for Cancer and Immunology Research. Sono sicuro che Dino Amadori e’ fiero di me oggi, consapevole che la mia carriera e’ decollata anche grazie a lui e alla sua intelligenza”, queste le sue parole del suo messaggio.
Ci è venuto naturale devolvere il ricavato a tre istituti e associazioni di ricerca in campo oncologico, tutti legati da un filo conduttore a nostro padre: Ior, Irst- Dino Amadori, Loto Onlus. Nei prossimi giorni l’Associazione Dino Amadori rendiconterà il ricavato dell’evento, già contabilizzato nel corso della emozionante serata di venerdì e procederà alla donazione a favore dei tre Istituti ed Associazioni di ricerca contro il cancro.
La nostra mission proseguirà e porterà il “testimone” di nostro padre a chi sarà disponibile a riceverlo: una testimonianza che deve rappresentare uno stimolo per tutti i medici e ricercatori che devono vivere la propria vita professionale come una vocazione dedicata a tutta la società.
Un ringraziamento a mio fratello il Dott. Andrea Amadori, vice presidente della Associazione, Direttore Scientifico del Comitato Territoriale di Loto Onlus Associazione per la ricerca contro i Tumuri Ginecologici, che seguirà il contenuto medico scientifico e di ricerca di questa associazione.
I suoi traguardi raccontano di uno scienziato che ha sempre anteposto ai propri interessi quelli sociali e quelli dei propri pazienti che rappresentano la sua seconda famigli: penso allo IOR, all’IRST che oggi porta il Suo nome, alla Facoltà di medicina, al Prime Center e alla Rete Oncologica Romagnola, un traguardo quest’ultimo raggiunto percorrendo il sentiero da lui tracciato: ci ha consegnato e continua a consegnarci opere e traguardi eterni.
Il saluto finale è stato portato dal Sindaco Gian Luca Zattini che ha confermato il sostegno del Comune di Forlì alla Associazione Dio Amadori Ets.
Il Presidente della Associazione Dino Amadori Ets, avvocato Giovanni Amadori
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Nevica su tutto l’arco appenninico della Romagna. Dalle 22 di sabato sera quando si sono visti i primi fiocchi il fenomeno si è poi intensificato e la neve è caduta fino ai 250-300 metri. A Santa Sofia (FC) a 250 metri sul livello del mare la neve ha leggermente imbiancato tutto il paesaggio. In Campigna, sulla mezzanotte tra sabato e domenica si sono registrati degli accumuli. Alle Balze-Verghereto, sul Monte Fumaioli la neve sta cadendo copiosa. Così come sta nevicando forte sul Monte Busca. Già nella prima serata di sabato la temperatura si era abbassata improvvisamente da 19 gradi a 7 gradi nel giro di un’ora.
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E’ morto a 86 anni Edgardo Gelli, la voce di Romagna Mia. Il cantante si è spento oggi e ad annunciare la sua morte è stato Mirko Casadei con un post sui social. A febbraio scorso ricevette la lettera di ringraziamento dal presidente Sergio Mattarella che elogiava la sua potente voce, portata in tutto il mondo con la canzona “Romagna Mia” da lui incisa.
Dopo la scomparsa di Raoul Casadei ora la Romagna perde un altro pezzo della sua storia. Nato a Corniolo di Santa Sofia sull’Appennino forlivese e trasferitosi poi a Pesaro, Gelli ha cantato il liscio in tutta Italia e in buona parte del mondo. Questo mese avrebbe compiuto 87 anni. Partecipò a 3 Festival Bar e anche a Sanremo.
Edgardo Gelli da giovane era un buon calciatore; a 15 anni giocava in Prima divisione; a 17 era nel Forlì. Lo vidi Boniperti e gli fece fare un provino con la Juventus. L’altra grande passione di Edgardo era la pesca; è stato campione regionale.
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